Il canale anale: come è fatto, anatomia ed emorroidi

Il canale anale: come è fatto, anatomia ed emorroidi

II canale anale, lungo 2 -4 cm costituisce la porzione terminale del grosso intestino e si dirige posteriormente e in basso, partendo dalla parte finale del retto al di sotto della punta del coccige, per terminare a livello dell’ano, il canale anale è virtualmente chiuso: tale chiusura è mantenuta dalla contrazione tonica degli sfinteri anali.

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Canale anale

Il canale anale è diviso in due porzioni dalla linea pettinata, che costituisce un repere molto visibile posto a circa metà altezza del canale anale e che è rappresentato dalle pliche semicircolari delle valvole anali che gli conferiscono l’aspetto a «denti di pettine».

Queste pliche semicircolari sono gli orifizi delle cripte anali di Morgagni, nel numero di 6-8, di profondità diseguale, ricoperte da un epitelio cilindrico e al fondo delle quali sboccano i dotti delle ghiandole di Hermann e Desfosses. Queste ghiandole costituiscono un’importante via di penetrazione per le infezioni anali nell’apparato sfinterico, tappa fondamentale nelle genesi della maggior parte delle suppurazioni anoperineali.

La linea pettinata è, dunque, un importante punto di riferimento anatomico.

Subito a monte delle valvole, le cellule cilindriche del canale anale divengono cubiche, mentre distalmente sono squamose. Quest’ultimo tipo di epitelio, spesso chiamato anoderma per sottolinearne la natura, è cute modificata e priva degli annessi cutanei.

L’esame proctoscopico mostra queste variazioni – la mucosa prossimale di colore roseo assume progressivamente un colore purpureo laddove si avvicina alla linea pettinata, al di sotto della quale è nettamente pallida. Le colonne verticali (Morgagni), sollevate dai vasi sottomucosi sottostanti, rami tributari terminali dell’arteria e della vena retta1e superiore, passano inferiormente alla linea pettinata, dove due colonne adiacenti sono congiunte da una valvola anale. La dilatazione delle vene sottomucose viene indicata con il termine di emorroidi interne. Caudalmente alla linea pettinata, il rivestimento è liscio e pallido. L’irrorazione arteriosa a monte e a valle della linea proviene rispettivamente dalle arterie rettali superiori e inferiori.

Lo sfintere interno è un manicotto muscolare circolare che circonda il manicotto mucoso, alto da 2 a 3 cm e spesso 2-5 mm. Lo sfintere interno è facilmente riconoscibile dal colorito biancastro delle sue fibre che contrasta con il colore rosso scuro dei fasci muscolari striati dello sfintere esterno. Tra sfintere interno e mucosa si situa uno spazio la cui importanza è considerevole per la presenza delle patologia emorroidaria.

Lo sfintere esterno, o sfintere striato dell’ano, circonda lo sfintere interno su tutta la sua altezza e oltrepassa normalmente verso il basso il suo margine inferiore per rientrare direttamente in contatto con la cute del margine anale.

È formato da due fasci:

  • un fascio sottocutaneo, senza vera e propria funzione sfinteriale
  • un fascio profondo che avvolge in modo circolare il canale anale mucoso e lo sfintere interno.

Il muscolo elevatore dell’ano partecipa con il suo fascio puborettale alla costituzione dello sfintere dell’ano e, con altri fasci, a quella del pavimento pelvico degli elevatori.

La vascolarizzazione del retto e del canale anale è di tipo peduncolare terminale e le arterie emorroidarie vengono a questo livello chiamate «arterie rettali».

L’arteria rettale superiore è l’arteria principale del retto, ma di solito anche della porzione mucosa dell’ano. Ramo terminale dell’arteria mesenterica superiore, i rami destinati alla mucosa e alla sottomucosa anale possono variare tra uno e sette.

Le arterie rettali medie sono incostanti Originano di solito dalla pudenda interna o direttamente dall’iliaca interna. Di piccolo calibro, assumono ruolo preponderante nella vascolarizzazione del canale anale mucoso solo nel 10% dei casi.

Le arterie rettali inferiori, in numero di due o tre, nate dalla arteria pudenda interna. Esse contribuiscono altresì alla vascolarizzazione del fascio sottocutaneo dello sfintere esterno, della cute del margine anale, della mucosa e della sottomucosa sottopettinale.

Sono presenti sistemi anastomotici molto ricchi, ad ampie maglie, nello spessore del muscolo rettale, tra arteria rettale superiore e le arterie medie; altrettanto ricche anastomosi sono presenti anche tra le arterie rettali medie e le inferiori, nello spessore dei muscoli striati che sono lo sfintere esterno e l’elevatore dell’ano.

Vene dell’ano

Il loro interesse deriva dalla frequenza e dall’importanza della patologia emorroidario. La distribuzione delle vene segue quella delle arterie, ma l’originalità del sistema venoso endorettale risiede nella presenza di laghi venosi.

Il plesso emorroidario interno, il più importante, è costituito da tre pacchetti emorroidari posti nello spazio sottomucoso, tra mucosa del canale anale e sfintere interno, a livello e al di sopra della linea pettinata. Il riempimento e lo svuotamento di questi laghi vascolari sono assicurati da shunt arterovenosi.

La loro evaginazione attraverso l’orifizio anale è all’origine delle procidenze emorroidarie. Il plesso emorroidario esterno, meno sviluppato, si limita spesso a una vena circolare che forma l’anello venoso dell’ano. Occupa lo spazio sottocutaneo e si anastomizza con il plesso emorroidario interno tramite il legamento di Parks.

Il plesso emorroidario interno è drenato dalle vene rettali superiori e medie; il plesso esterno dalle vene rettali inferiori. Questi plessi venosi drenano pertanto contemporaneamente nel sistema portale tramite le vene emorroidarie superiori e nel sistema cavale tramite le vene emorroidarie medie e inferiori, andando a costituire delle anastomosi portocavali che possono svilupparsi in modo anomalo in caso di ipertensione portale.

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