Classificazione delle Emorroidi: quanti tipi ne esistono?

La classificazione delle emorroidi avviene in base a quattro variabili:

  • interne o esterne
  • dimensioni
  • grado di sanguinamento
  • gravità del prolasso

Si tratta della classificazione classica delle emorroidi, che serve al medico (e al paziente, ovviamente) per capire a che cosa si trova di fronte.

Ogni grado di emorroidi porta dei sintomi ben precisi, che possono diventare più fastidiosi mano a mano che si va avanti e che il problema aumenta.

Emorroidi interne o esterne

La prima classificazione che bisogna fare è relativa alla posizione delle emorroidi.

Si parla pertanto di emorroidi interne se rimangono dentro al canale dell’ano e non sono visibili ad occhio nudo. E’ possibile vederle solo con un esame apposito (esplorazione rettale o anoscopia). La caratteristica principale di questo tipo di emorroide è che non porta sintomi, solo un leggero fastidio attorno all’ano, ma non sempre.

Si parla, invece, di emorroidi esterne per indicare quelle che fuoriescono dall’ano e che sono di solito più fastidiose (e più pericolose) rispetto a quelle interne. Se sono asintomatiche si parla di emorroidi esterne di primo grado, non necessitano di particolari cure ma solo di attenzione per evitare che possano aggravarsi: bere molta acqua, mangiare cibi ricchi di fibre ed evitare pratiche “pericolose” (per la situazione) come il sesso anale sono ottimi consigli.

Grado delle emorroidi

Classificazione-Emorroidi-in-gradiIl problema emorroidale si può distinguere in quattro diversi gruppi, a seconda della sua gravità.

Emorroidi di I grado

Si tratta di emorroidi interne, spesso asintomatiche, ma che potrebbero portare ad un leggero sanguinamento in fase di defecazione (quando si fa la cacca).

Queste emorroidi non sono visibili ad occhio nudo, ma solo con un’anoscpia o con un’esplorazione rettale, e spesso non necessitano di alcun intervento particolare se non quello di mangiare bene, cibi ricchi di fibre, camminare, fare palestra con accortezza, bere molta acqua ed evitare il sesso anale.

Emorroidi di II grado

E’ il primo stadio di emorroide esterna. Essa si inizia a vedere ma è ancora in una fase iniziale e per questo potrebbe non necessitare di alcun intervento esterno (né di farla rientrare manualmente, né di applicare delle cure casalinghe), in ogni caso fatevi sempre vedere dal medico e fatevi confermare la miglior cura per la vostra situazione.

In caso di fastidio è possibile applicare delle pomate locali che alleviano i sintomi e accelerano la guarigione, che spesso è spontanea.

Emorroidi di III grado

In questo caso c’è un prolasso (ovvero una fuoriuscita) più grave, che ha bisogno di un intervento manuale (leggi come far rientrare le emorroidi esterne).

Emorroidi di IV grado

Siamo nella situazione più grave di tutte, quella in cui non si può fare altro se non intervenire chirurgicamente per eliminare le emorroidi. E’ una situazione a cui sarebbe ovviamente meglio non arrivare.

Grado di sanguinamento

Tutte le emorroidi possono sanguinare, anche quelle interne. Solitamente, proprio la presenza di sangue, sia sull’intimo che sulla carta igienica o nelle feci, è il modo più comune di scoperta di emorroidi (se accade, fate subito una visita dal medico in maniera da farvi confermare che siano emorroidi e non problematiche più gravi).

Il sangue delle emorroidi internet è color rosso brillante e compare di solito dopo la defecazione. Le perdite sono davvero lievi.

In caso di emorroidi di III o di IV grado, invece, il sanguinamento è ben più grave e potrebbe costringere il paziente ad usare un pannolone.

Gravità del prolasso

Si parla di prolasso per indicare l’uscita delle emorroidi dal canale rettale. E’ possibile distinguere il prolasso emorroidario in tre tipologie:

  • che può ridursi da solo, spontaneamente (nel caso di emorroidi di II grado)
  • che necessita di un intervento manuale (nel caso di emorroidi di III grado, leggi come far rientrare le emorroidi esterne)
  • che non è reversibile (nel caso di emorroidi di IV grado)

A seconda del prolasso dipende spesso la decisione, da parte del medico, di come curare le emorroidi.

Poiché la situazione potrebbe variare a seconda del momento della giornata, di solito il medico valuta il prolasso sia quando si sta seduti, che quando si sta in piedi che sotto sforzo (ovvero quando si va a fare la cacca).

E’ importante valutare per bene la classificazione delle emorroidi di cui si soffre, cosa che deve essere fatta fare necessariamente ad un medico, per capire meglio in che maniera andare ad intervenire per cercare di risolvere la situazione nella maniera meno invasiva possibile, prima magari con dei rimedi casalinghi (come il ghiaccio), eventualmente con un intervento chirurgico noto come emorroidectomia.

Libro per le emorroidi

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2 Responses to Classificazione delle Emorroidi: quanti tipi ne esistono?

  1. Dexter ha detto:

    Non mi aspettavo di trovare un articolo simile, era quello che stavo cercando, grazie davvero di cuore!

  2. Jessica ha detto:

    Articolo breve ma eccellente. Una classificazione completa delle diverse tipologie di emorroidi.

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